Meteo Riva del Garda

Top Panel
A+ R A-

Tags

Web Links

Piante grasse

Flora

Articoli Input

Indice articoli

Astrophytum

di Mario Cecarini

ASTROPHYTUM Lemaire 1839A. 

Cenni storici
Gli Astrophytum, il cui nome deriva dal greco ‘aster’ (stella) e ‘phyton’ (pianta) hanno da sempre esercitato un fascino particolare nei confronti degli amatori di cactacee, fascino che è andato crescendo da quando sono stati immessi sul mercato numerosi, spettacolari ibridi.

Nel 1827 Thomas Coulter raccolse nello stato messicano di Hidalgo una pianta che oggi chiamiamo A. ornatum, ma che fu descritta nel 1828 da De Condolle col nome di Echinocactus ornatus. Nel 1839 Charles Lemaire attribuì il nome di A. myriostigma ad una pianta raccolta nel nord del Messico. Nello stesso anno H. G. Galeotti chiama Cereus callicoche, che diverrà A. myriostigma, una pianta raccolta in San Luis Potosí. Nel 1845 anche J. G. Zuccarini descrisse come Echinocactus asterias una pianta raccolta da Karwinsky due anni prima.

Nel 1851 Poselger trova a Coahuila una specie, che Dietrich descrive come Echinocactus capricornis, che in seguito assumerà il nome di A. capricorne. Moeller, nel 1927, chiama Echinocactus myriostigma ssp. coahuilense una pianta che nel 1932 Kayser ridenomina come A. coahuilense.


Astrophytum asterias S.K. (foto T, Sciara)

Varie vicende riconducono gli A. a sottogenere di Echinocactus (Schumann), quindi quale tribù delle Echinocactaneae (Britton & Rose), per poi essere inseriti nella VI tribù delle Notocacteae (Buxbaum). Nel 1922 Britton & Rose nella loro importante opera “The Cactaceae” elevarono finalmente Astrophytum al rango di genere.

Successivi e più approfonditi studi col microscopio elettronico a scansione sui semi ed esami sul DNA mettono in discussione la tesi di Buxbaum senza peraltro chiarire in modo definitivo la collocazione sistematica degli A. che attualmente appartengono alla sottofamiglia Cactoideae, tribù Cacteae. 

Morfologia
Pianta solitaria, priva di getti, di forma globosa o colonnare, con un limitato numero di costolature più o meno prominenti. Corpo verde o glauco con la presenza tipica di sottili ciuffi bianchi (tricomi). Il fusto con l’età diventa marrone scuro a partire dalla base. I tubercoli sono assenti, mentre le spine, rigide o cedevoli, diritte o ritorte e intrecciate, sono presenti solo in A. capricorne e A. ornatum. Le radici si presentano fibrose, superficiali ed estese, fittonanti solo in A. asterias e in A. caput-medusae. I fiori, imbutiformi, diurni, compaiono all’apice della pianta, sono di colore giallo con la presenza o meno di una gola di colore rosso, l’antesi dura 2-3 giorni. Il frutto è per lo più secco, deiscente (si apre naturalmente), a rapida maturazione, presenta una forma globosa ed è fornito di peli. I semi, marrone scuro, si presentano lucidi e lisci con dimensione di 2-4 mm., germinano velocemente, la dispersione avviene ad opera delle formiche. Gli A. sono distribuiti dal Texas meridionale al nord ed al centro del Messico su suoli calcarei, montani e collinari.